Virus influenzali e parainfluenzali: quali sono le regole di giusta prevenzione

Sindromi da virus parainfluenzali
Le sindromi parainfluenzali, che, a differenza di quelle influenzali, colpiscono ampie fasce di popolazione soprattutto durante le stagioni di transizione (autunno e primavera), sono causate principalmente da tre ceppi di virus: il paramixovirus, l’enterovirus e l’adenovirus.
La sintomatologia che caratterizza tali patologie sono molteplici, e precisamente:
– raffreddore
– faringite
– afonia
– tonsillite
– tosse
– bronchite
– polmonite
– cefalea
– nausea
– vomito
– diarrea con gonfiore e dolori addominali
– astenia
quasi sempre accompagnati da febbre più o meno elevata, ma che può raggiungere anche picchi molto alti.

Il contagio, molto diffuso, si verifica per via aerea diretta, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, che l’ammalato immette nell’ambiente circostante; oppure per via indiretta attraverso l’uso di oggetti contaminati, o anche per via oro-fecale, soprattutto nei bambini molto piccoli. In tenerissima età, una patologia parainfluenzale piuttosto seria è rappresentata dalla laringobronchite acuta (Croup), che causa uno spasmo laringeo con evidente difficoltà respiratoria.

A differenza delle sindromi influenzali, queste si presentano più lievi e con minore coinvolgimento del paziente; la loro terapia è unicamente sintomatica e prevede l’uso di farmaci antipiretici, il riposo a letto, una corretta idratazione, ed eventualmente l’assunzione di antiemetici.
Queste sindromi parainfluenzali sono particolarmente diffuse nelle comunità, come asili nido e scuole materne, dove spesso si assiste a vere epidemie.

Sindromi da virus influenzali
Le sindromi influenzali sono quasi sempre di natura virale, e, a differenza di quelle parainfluenzali, hanno la loro massima diffusione durante la stagione invernale, poiché il freddo è un fattore predisponente alla proliferazione degli agenti infettanti e virus. La tipica sintomatologia, che compare in maniera improvvisa , generalmente accompagnata da acuti picchi febbrili, comprende:
– mal di gola
– tosse secca
– raffreddore
– dolori muscolari
– cefalea
– forti brividi
– astenia
– nausea
– vomito
– diarrea con crampi addominali
– febbre anche molto elevata.

Spesso questa patologia ha una durata piuttosto lunga, anche di qualche settimana, e tende a recidivare qualora la guarigione non fosse completa.
Sono possibili alcune complicazioni, come:
– accelerazione del respiro
– ridotta produzione di urina
– sonnolenza e minore risposta alle stimolazioni esterne
– stato confusionale
– febbre che non risponde ai comuni antipiretici.

I bambini rappresentano una fascia d’elezione di pazienti, e, soprattutto negli asili nido e nelle scuole materne, si assiste a vere e proprie decimazioni delle presenze.
I rimedi consigliati in caso di sindromi influenzali sono: mantenere a riposo il bambino, possibilmente a letto; somministrare antipiretici (paracetamolo) per abbassare la febbre; fornire una corretta idratazione facendo bere molto il piccolo paziente; utilizzare aerosol per liberare le vie aeree superiori e facilitare la respirazione.

Alcune regole di prevenzione
Per cercare di prevenire e per ridurre al massimo il rischio di diffusione di virus e sindromi influenzali e parainfluenzali nella prima infanzia, soprattutto per quei bambini che frequentano asili nido e scuole materne, vi sono alcune linee guida raccomandate da specialisti in pediatria.
– non utilizzare stoviglie ed oggetti contaminati da ammalati;
– stare lontano da chi tossisce e starnutisce, per evitare l’inalazione di goccioline di liquidi infettanti;
– non portare alla bocca oggetti di uso comune che potrebbero essere stati manipolati da persone contagiose;
– non usare giochi, matite, strumenti di qualsiasi tipo presenti in zone di utilizzo comune;
– non indossare sciarpe o vestiti di altri bambini;
– coprirsi naso e bocca, preferibilmente con l’incavo del gomito, quando si starnutisce oppure si tossisce;
– per soffiarsi il naso e tossire servirsi di fazzoletti di carta, preferibilmente disinfettati, da gettare nei rifiuti subito dopo l’uso;
– lavarsi spesso le mani con acqua e sapone;
– servirsi di gel disinfettanti o di soluzioni antisettiche;
– evitare di toccarsi occhi e naso se le mani non sono perfettamente pulite;
– evitare i contatti fisici (baci, abbracci) con persone contagiose;
– non mangiare cibi rimasti nel piatto di ammalati;
– seguire un regime alimentare sano e ricco di sostanze energetiche;
– assumere, sempre sotto consiglio medico, degli integratori immuno stimolanti;
– mantenere dei ritmi di vita regolari;
– dormire un numero di ore sufficienti (in media otto ore per notte);
– assicurare un continuo ricambio d’aria negli ambienti e mantenete la temperatura delle stanze entro limiti normali (nè troppo calda nè troppo fredda);
– evitare gli sbalzi di temperatura;
– indossare indumenti adeguati alle condizioni climatiche esterne ed interne.