Vaccinazioni: qual è la regolamentazione?

Le vaccinazioni, un tema molto discusso

Il tema delle vaccinazioni obbligatorie è stato oggetto di frequenti discussioni negli ultimi tempi. Recentemente un decreto legge del ministro della salute aveva dettato le 10 vaccinazioni obbligatorie per i bambini che si apprestavano a frequentare l’asilo, la scuola dell’infanzia e quella primaria e che potevano essere ammessi solo se avevano la documentazione attestante l’adempimento degli obblighi vaccinali. Nello stesso decreto era stato stabilito che doveva essere consegnato alle istituzioni scolastiche non un certificato di avvenuta vaccinazione del proprio figlio, ma una qualsiasi documentazione idonea a comprovare l’avvenuto adempimento delle vaccinazioni obbligatorie ed entro il 10 luglio di ogni anno quelli ufficiali rilasciati dalla Asl. Per l’anno 2018/2019 è stata emanata una circolare dal nuovo ministro della salute dove si informava che solo per l’iscrizione dei più piccoli all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia era possibile presentare un’autocertificazione. In questo modo tutti i bimbi sarebbero potuti essere ammessi all’asilo e alla scuola dell’infanzia, anche quelli senza documentazione e solo dall’anno prossimo la presentazione del documento attestante le vaccinazioni sarebbe stato obbligatorio per poter iscrivere i bambini alla scuola dell’obbligo. Questa procedura è stata attivata per agevolare le scuole e le famiglie in quanto il vero problema è che non esiste ancora un’Anagrafe Nazionale delle Vaccinazioni. I vaccini quindi restano sempre obbligatori, ma i genitori non hanno l’obbligo di presentare le certificazioni che provano che le vaccinazioni sono state fatte che è stata rinviata all’anno scolastico 2019/2020. Le scuole effettueranno comunque un controllo per verificare la veridicità dell’autocertificazione.

Le vaccinazioni obbligatorie, qual’è la regolamentazione

La regolamentazione delle vaccinazioni stabilisce che per l’età dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia bisogna assolvere a tutte le vaccinazioni obbligatorie stabilite dal ministro della salute. In Italia sono 10 le vaccinazioni obbligatorie per poter iscrivere il proprio bambino alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Queste si sono rese necessarie poiché negli ultimi anni c’è stato un grave calo della copertura vaccinale per alcune malattie molto pericolose, tra cui il morbillo. Questi vaccini vengono fatti nel periodo di età del bambino che va 0 a 10 anni e sono l’antitetanica, l’antidifterica, l’antipertosse, l’antipolio, l’antimorbillo, l’antirosolia, l’antivaricella, l’antiepatite virale B, l’anti Haemophilus influenzae di tipo B e l’antiparotite. Negli anni passati erano solo 4 quelle obbligatorie poi con l’aumentare dei casi di malattie infettive che sembravano debellate nel nostro paese, è stato opportuno aumentare il numero di vaccinazioni. Queste possono essere fatte gratuitamente all’Asl di appartenenza. Il bambino deve sottoporsi a vari richiami che partono dal primo anno di vita e continuano fino al sesto anno di età giungendo così all’iscrizione della scuola primaria. La regolamentazione stabilisce il rispetto degli obblighi vaccinali fino ai 16 anni, cioè per tutti i bambini e i ragazzi che devono frequentare la scuola dell’obbligo. Le vaccinazioni diventano un requisito fondamentale per l’ammissione all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia, mentre per quelli della primaria non vaccinati è stato stabilito che devono recuperare le vaccinazioni non fatte tramite l’Asl e ai genitori viene impartita una sanzione amministrativa con multe dai 100 ai 500 euro. Nel decreto si prevedeva l’esonero dall’obbligo vaccinale per i bambini che erano immunizzati poiché avevano contratto la malattia naturale e per quelli che non potevano in alcun modo, per problemi di salute, fare le vaccinazioni. Con la circolare del ministro della salute per l’anno scolastico 2018/2019 l’obbligo della presentazione dell’autocertificazione per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia è slittato all’anno scolastico 2019/20.

Perché è importante vaccinare i bambini della scuola dell’infanzia

Secondo molti presidi la circolare successiva al decreto legge non ha validità poiché la legge sulle vaccinazioni non può non essere applicata. Le vaccinazioni sono obbligatorie e i bambini non vaccinati rappresentano un pericolo costante per la salute di tutti quei bambini che, per seri e vari motivi, non possono invece vaccinarsi e che non posso essere relegati in classi speciali. La regolamentazione è però molto confusa e per questo l’attivazione del decreto è slittato al prossimo anno scolastico. Molti medici non sono d’accordo con lo slittamento dell’attuazione della legge poiché le epidemie di malattie, come il morbillo o la varicella che possono scatenarsi all’interno di asili e scuole dell’infanzia possono causare serissimi problemi. Inoltre in tutta Italia all’interno delle scuole dell’infanzia ci sono molti bambini immunodepressi che non possono in alcun modo venire a contatto con bambini non vaccinati poiché subirebbero conseguenze gravissime. Secondo molti dottori la regolamentazione si sarebbe dovuta attuare da subito poiché i bambini della scuola dell’infanzia vivono a stretto contatto e all’interno delle classi, nelle mense e negli spazi comuni è impossibile evitare il contagio. Inoltre non sarebbe giusto relegare i bambini immunodepressi in classi separate anche perché è impossibile avere la certezza che non vengano contagiati. Proprio perché la regolamentazione è incerta per non incorrere in problemi che potrebbero non far accettare il proprio bambino a scuola è importante assolvere agli obblighi vaccinali e presentare i certificati emessi dalla Asl.