Il metodo Feuerstein cos’è e come utilizzarlo in ambito della scuola dell’infanzia

Il metodo Feuerstein, ideato, studiato e messo a punto dal Professor Feuerstein, ha, come obiettivo principale, l’aiuto a bambini problematici, con difficoltà cognitive e ritardi dello sviluppo e dell’apprendimento. Secondo il celebre Professore, questi ostacoli possono essere superati in modo dolce, grazie all’interazione competente e mirata. Naturalmente, il metodo Feuerstein non si applica solo a bimbi con difficoltà ma può essere utile e stimolante per tutti i piccoli in fase di crescita ed apprendimento. Questo metodo educativo viene usato anche in ambiti molto diversi da quello della scuola dell’infanzia e dell’infanzia in generale e, secondo sondaggi condotti da specialisti in psicologia e sociologia, dà ottimi risultati: nelle aziende, per stimolare la produttività e spronare i lavoratori a migliorare le loro prestazioni, e con gli anziani. Sulle persone anziane, per esempio, ha dato eccellenti frutti soprattutto nelle situazioni di degenerazione cognitiva.

Chi era il Professor Reuven Feuerstein
Reuven Feuerstein, che è spirato nel 2014 a Gerusalemme, terra in cui ha creato il suo Centro per lo Sviluppo del Potenziale dell’Apprendimento, era di origini rumene ed era un professore universitario di psicologia. Il suo approccio a questa materia è iniziato in un contesto drammatico. Feuerstein infatti, fu internato, durante la seconda guerra mondiale, in un campo di concentramento, da cui riuscì a scappare per raggiungere Israele. Lì iniziò ad occuparsi dei bambini, che versavano in condizioni disumane, per condizioni igienico-sanitarie, nutrizionali, culturali. Inoltre dedicò gran parte delle sue energie e delle sue conoscenze nel supporto psicologico a bambini e giovani ragazzi superstiti dei soprusi disumani dei campi di concentramento.

I principi della teoria di Feuerstein
Il Professor Reuven Feuestein, grazie a studi approfonditi e pratica diretta su bambini estremamente traumatizzati, è arrivato ad una teoria secondo la quale tutto è modificabile, inclusi i disagi provocati da eventi spaventosi. Per far sì, però, che un bambino con difficoltà possa essere plasmato e superare i suoi limiti di apprendimento e carattere, è necessario l’intervento di altre persone e della modifica dell’ambiente circostante, quando non idoneo a supportare le facoltà di quel determinato bambino. In parole semplici, il Professore sosteneva che, con l’aiuto di persone attente, che sappiano interagire in maniera corretta con un bimbo che ha dei problemi, quel bambino può migliorare, sviluppare un potenziale intellettivo migliore e vivere una vita più serena e felice.

La capacità di apprendimento non è l’intelligenza
Secondo Feuerstein tutti gli esseri umani nascono con un’intelligenza. Alcuni, però, per motivi fisiologici, ambientali o di esperienza, non riescono a sviluppare la capacità di utilizzarla nel modo corretto, di renderla fruibile, di applicarla alle situazioni ed alle problematiche quotidiane. Questo, in psichiatria o neurologia, viene definito genericamente “ritardo dell’apprendimento”. Naturalmente, se al disturbo è associata una specifica patologia, vanno sempre e comunque seguite le indicazioni del medico, precisamente e scrupolosamente. Il metodo Feuerstein, però, non avendo alcuna controindicazione ma solo ed esclusivamente possibili benefici, può essere un ottimo complemento, un coadiuvante ed una metodologia da abbinare ai percorsi terapeutici tradizionali.

Come si applica, in pratica, il metodo Feuerstein
Al centro dell’attenzione e dell’applicazione di questo metodo c’è, naturalmente, il bambino. È su di lui che andranno concentrate tutte le attenzioni, le premure ed anche le coccole perché Feuerstein promuove l’affettività e la sua dimostrazione. Il bimbo che fatica ad apprendere va spesso accarezzato, esaltato quando riesce, abbracciato per festeggiare un traguardo raggiunto. Un ambiente amorevole, disteso e ricco di persone che gli dimostrano di credere in lui è un grandissimo aiuto per un piccino che si sta sforzando di superare i suoi limiti. Le persone che si occuperanno di un bambino in difficoltà tramite il metodo Feuerstein sono chiamati “mediatori” ed hanno, appunto, la funzione di mediare le difficoltà tra problema e bimbo, di accompagnarlo per mano, in maniera materna e rassicurante, attraverso i corridoi delle sue difficoltà.

Stimolare la capacità di apprendimento
Il metodo Feuerstein lavora sulla stimolazione del sistema cognitivo e di apprendimento, stimolando il bambino ad acquisire pensieri propri, elaborare concetti, dedurre, comunicare in modo chiaro e schematico informazioni. Per raggiungere questo risultato, naturalmente, ci vuole tempo, pazienza e costanza. La stimolazione del pensiero consiste nel seguire il bambino, affettuosamente e con fiducia, e dargli gli strumenti per costruire la sua capacità cognitiva. Un esempio è quello di partire da qualcosa che stimoli naturalmente la sua curiosità e, gentilmente, indurlo a ragionare. Se, per esempio, il bimbo si incanta davanti ad un fiore e lo indica, dicendo “fiore” bisognerà intervenire facendogli tante domande, che lo stimolino a racimolare più informazioni possibili da quel fiore che gli piace. “È bello?” “Di che colore è?” “Contiamo i petali, vuoi? Uno, due, tre, quattro e cinque. Sono cinque. Quanti petali ha questo fiore?” “Vuoi annusarlo? Profuma?” “Com’è questo profumo?” e via discorrendo. Questa dinamica andrà attivata ogni qualvolta si capirà che il piccolo è particolarmente interessato a qualcosa ed, empaticamente, si sente che è disposto a provare a ragionarci su. È importante porre sempre le domande in maniera tranquilla e dolce, come se fosse una conversazione e non un interrogatorio. È vietato mettere ansia o fretta al bambino, mentre è consigliato incoraggiarlo, qualsiasi risposta dia, e festeggiarlo con una carezza od un abbraccio entusiasta quando dà una risposta particolarmente acuta.