Metodo Montessori: le teorie super attuali di una donna del Novecento

Se c’è una donna per cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo, questa è Maria Montessori.

Ma perché tutti parlano di questa educatrice del Novecento e delle sue teorie?

Il punto di partenza del pensiero montessoriano fu innovativo rispetto a tutto quello che si era pensato prima del suo avvento: al centro di tutto c’è il bambino e la sua indipendenza. Il bambino è portatore di intelligenza e competente, sta a noi adulti creare spazi, situazioni e quant’altro serva al bambino per poter essere libero di esprimere questo suo potenziale.

Maria Montessori con il suo metodo innovativo e pionieristico continua ad essere di grande attualità. Il suo metodo è applicato a migliaia di scuole in tutto il mondo, soprattutto in molti asili di altri paesi all’avanguardia.

Il suo metodo è un metodo pedagogico che per fine ultimo ha l’autonomia e l’indipendenza del bambino, la sua libertà pur sempre nel rispetto delle regole, partendo dalla libertà di scelta che deve essere concessa ad ogni bambino: un bambino coartato nelle sue scelte è un bambino che non è libero di esprimere le proprie potenzialità partendo già dai bambini in età da asilo nido.

Il metodo di Maria Montessori a differenza del metodo tradizionale ruota attorno all’unicità del bambino come un assunto imprescindibile.

Ma andiamo per ordine ed esaminiamo insieme i principi cardine del suo metodo:

  1. L’importanza dell’indipendenza del bambino – “Aiutiamoli a fare da soli” è questa una delle frasi cardine del suo pensiero. In questa frase è racchiuso il suo principio secondo il quale il bambino deve essere educato all’indipendenza. Noi educatori e genitori siamo un supporto per il bambino, ma è lui il protagonista dell’azione. A noi non sta compiere il gesto al suo posto, ma aiutarlo a raggiungere da solo le sue conquiste;
  2. Non negare un’azione in base alla sua età – Bisogna dare fiducia al bambino. Vietargli di fare qualcosa perché lo riteniamo troppo piccolo è sbagliato. Dobbiamo lasciarlo fare e mostrare fiducia nelle sue capacità nel compiere attività facili verso cui mostra curiosità ed interesse;
  3. Abituarlo alla precisione per sviluppare anche l’armonia del corpo – Affidargli dei compiti semplici come rimettere in ordine i giocattoli, oppure apparecchiare la tavola lo aiuterà a prendere confidenza con il proprio corpo e con alcuni movimenti;
  4. Non forzare il bambino a fare qualcosa – Ogni bambino ha i suoi tempi e bisogna rispettare la sua scelta di non fare una determinata attività;
  5. L’educatore deve essere un angelo custode – Così definito dalla stessa Maria Montessori. Il ruolo dell’educatore è sicuramente quello di insegnare, ma anche quello di lasciar sperimentare al bambino e di vigilare affinché il bambino non sia intralciato nelle sue libera attività. In tal senso se il bambino dovesse trovarsi in difficoltà non dobbiamo subito accorrere e sostituirci a lui nella risoluzione del problema, ma al contrario dobbiamo aiutarlo a capire cosa fare e come trovare la soluzione al problema. Certamente l’educatore smette di essere mero osservatore e dovrà intervenire nel caso si rendesse conto che l’attività del bambino possa nuocere a se’ stesso o ad altri;
  6. Il contatto con la natura – Per il bambino è importante vivere il più possibile a contatto con la natura perché questo gli darà il modo di sviluppare capacità e curiosità inaspettate.Il contatto con la natura fa parte dei bisogni indispensabili per la crescita di ogni bambino. Inoltre, le attività all’aria aperta permettono ai bimbi di apprendere la consapevolezza degli spazi, del proprio corpo, migliorando così l’autonomia, l’abilità nei movimenti e nell’equilibrio, nonché la coordinazione occhi-mano. Sono tanti anche i giochi proposti per avvicinare i bambini ai 4 elementi della natura;
  7. Non parlare mai male del bambino in sua presenza, ma incoraggiarne i talenti – E’ molto importante non dire mai qualcosa di male del bambino in sua presenza, anche se si pensa che il bambino non sia in grado di comprenderlo. Al contrario bisogna sottolinearne i lati positivi ed i pregi e rafforzarli il più possibile. Riconoscere i progressi fatti non farà altro che aumentare la sua autostima;
  8. Prendersi cura di un essere vivente – Bisogna incentivare e permettere al bambino di prendersi cura di piante e animali, questo lo educherà a occuparsi degli altri esseri viventi, gli darà grosse soddisfazioni e lo farà diventare un adulto predisposto alla previdenza. Si potrebbe pensare di mettere una piantina o un pesciolino rosso in classe, o per chi ne ha la possibilità creare un piccolo orto che dovrà essere accudito dai piccoli;
  9. Mostrare e spiegare la bellezza del mondo – Maria Montessori sosteneva che il bambino è un viaggiatore e l’adulto la guida di questo mondo fantastico, che deve sì guidare e spiegare il mondo che lo circonda al bambino, ma lasciare che il bambino si goda questo viaggio: “Il bimbo è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana”;
  10. L’importanza dell’ambiente (sia scolastico che di casa) a misura del bambino – l’ambiente in cui si trova il bambino deve essere pensato per il bambino, lo deve aiutare a svolgere autonomamente le sue attività; gli oggetti che si trovano devono essere oggetti che stimolino la creatività e lo sviluppo intellettuale del bambino ed allo stesso tempo devono essere oggetti che gli permettano di autocorreggersi. Si deve trattare di un ambiente ricco, vario e stimolante dove potersi esprimere liberamente.

Per quanto riguarda prettamente l’ambiente scolastico, il metodo montessoriano predilige l’adozione di classi miste, perché secondo Maria Montessori questo è di stimolo per lo sviluppo dell’apprendimento del bambino: il bambino piccolo è stimolato ad imitare il bambino grande e quello grande si sente stimolato in quanto deve insegnare al piccolo, l’uno prende e restituisce qualcosa all’altro.

Lo sviluppo del bambino attraverso attività pratiche e manuali, l’ambiente a misura di bambino per poterlo lasciare libero di muoversi e scegliere, il creare un ambiente stimolante per accendere il suo interesse e la sua voglia di conoscenza, il riconoscimento di pregi e meriti attraverso la gratificazione di riuscire a fare ed ottenere autonomamente l’oggetto del desiderio, l’adozione di oggetti (quali costruzioni , colori e libri tattili) che stimolino la sua fantasia, creatività ed i suoi sensi sono tutti principi cardine del pensiero montessoriano e che fanno di questo metodo uno dei più applicati ed apprezzati  nel mondo odierno.