Il disegno infantile

I bambini per placare il loro bisogno di movimento usano il disegno infantile, disegnando delle forme, comunemente chiamate “scarabocchi“. A volte utilizzano una tale energia da arrivare a forare i fogli su cui stanno disegnando.

Successivamente intorno ai due anni, il bambino riesce a collegare il movimento e gli scarabocchi, mentre disegna con lo sguardo segue la matita, creando forme semplici e precise. Il carattere e lo stato d’animo del piccolo vengono espressi attraverso i colori, quando nei disegni sono presenti esclusivamente colori scuri vuol dire che il bambino ha delle difficoltà con la realtà, anche se apparentemente non sembra, sono tanti i bambini che vivono in modo traumatico alcune situazioni e non riescono ad esprimerle, il disegno può essere utile per capirle e risolverle.

Nei disegni infantili i colori scuri sono il segnale che il bambino sta riscontrando delle difficoltà con la realtà.

Al terzo anno di età incomincia a nominare i propri scarabocchi, ad esprimersi attraverso il disegno e i suoi scarabocchi incominciano ad assumere un significato; anche se i disegni diventeranno comprensibili agli adulti solo dall’anno successivo.

Psicologia e disegno infantile

Ogni volta che un bambino mostra un suo disegno sta rivelando il suo mondo interiore.

Molti psicologi sostengono che sia importante far disegnare e scarabocchiare i bambini durante la loro crescita per farli diventare meno “impacciati” nei movimenti e più inclini a mostrare le loro emozioni e questo fin dall’asilo nido.

La figura umana

Nel disegno infantile è importante analizzare le proporzioni, la collocazione e la dimensione delle parti che compongono una figura umana, saranno uno strumento utile per comprendere cosa il bambino prova e vuole esprimere.

Partendo dall’alto, la testa è collegata alla fantasia del bambino, alla percezione che ha di sé. Quando nel disegno la testa è molto grande, significa che il bambino ha molta voglia di comunicare, se invece è piccola, il bambino è timido e ha difficoltà a comunicare.

La faccia è un elemento importante nel disegno infantile, se il bambino non disegna il particolare del volto significa isolamento e rifiuto della vita sociale. Nei disegni gli occhi equivalgono al carattere, quando sono presenti il bambino è socievole, quando sono assenti è schivo e ha poca voglia di confrontarsi con la realtà. Anche la grandezza ha dei significati, gli occhi grandi delineano un bambino curioso, molto grandi un bambino iperattivo che tende all’aggressività.

I capelli lunghi rappresentano un bambino che ha desiderio di piacere agli altri, quelli corti rivelano una scarsa identificazione della mamma; il collo è l’incontro tra l’istintività e la razionalità, quando il bambino disegna un collo lungo ha voglia di esplorare e aumentare la sua conoscenza, è interessato ad apprendere nuove nozioni. Infine le gambe e i piedi sono il contatto con la realtà, mentre braccia e mani sono l’ambiente sociale.

Per quanto riguarda il disegno del nucleo familiare, il bambino si rappresenta sempre vicino all’individuo familiare più caro al quale è maggiormente legato. Quando nei disegni vengono a mancare alcuni componenti familiari o sono disegnati alle estremità del foglio significa che il piccolo ha problematiche con loro e senso di rifiuto.

Le parole dello psicologo: Noi non potremmo mai comprendere i disegni di un bambino se egli non ce li spiegasse (M. Rambert), racchiudono le tematiche trattate nel seguente articolo.

I bambini attraverso il disegno possono esprimere il loro stati d’animo.