Come stimolare l’interesse nei bambini dell’asilo

Come stimolare l’interesse nel bambino

Suscitare e stimolare l’interesse nei bambini in età prescolare, per esempio all’asilo nido, non è un compito facile per l’insegnante e l’educatore. Innanzitutto chiariamo cosa si intende con il termine “interesse”. Come riportato da numerosi testi di psicologia, l’interesse è una disposizione della mente umana, ripetuta nel tempo, ad avvicinarsi ad oggetti, attività o esperienze, in una parola al mondo, con una certa dose di intensità emotiva. L’interesse infatti è soprattutto uno stato di “coinvolgimento psicologico” che spinge con curiosità verso nuovi apprendimenti e conoscenze. Avere interesse per qualcosa prepara la mente all’attenzione, al pensiero ed anche a superare difficoltà. Si evince quanto sia importante stimolare l’interesse in un bambino piccolo, fornirgli uno strumento dal valore immenso che porterà con sé per tutta la vita. Come affermato da molti pedagogisti, infatti, il compito principale della scuola, soprattutto della scuola dell’infanzia e dell’asilo nido, non è solo quello di trasmettere nozioni, ma di “insegnare” al bambino il piacere di apprendere e di saper trovare, fiducioso e autonomo, risposte alle sue curiosità e ai suoi interessi. Stimolare l’interesse nel bambino è anche il primo passo per arricchire la sua intelligenza. La curiosità e l’interesse per il mondo che ci circonda sono attributi dell’intelligenza, senza di essi anche la mente più fervida può impoverirsi, viceversa, l’interesse rende fertile e feconda qualsiasi tipo di attitudine intellettuale. Risulta quindi fondamentale insegnare al bambino a provare piacere quando si stimola il suo interesse. Vediamo come

L’attenzione

Non si può stimolare nessun tipo di interesse se non si insegna l’attenzione.

Il primo compito dell’educatore sarà quello di insegnare l’attenzione. L’attenzione non nasce con il bambino, ma si impara. La prima regola per destare interesse in un bambino piccolo è guardarlo negli occhi quando gli parlate. Imparerà a concentrarsi sul viso della persona che gli sta parlando e capirà anche che gli state comunicando qualcosa di molto importante. Inoltre, percepirà se stesso come molto importante visto il vostro interesse a comunicargli qualcosa. Vedendovi impegnati a suscitare il suo interesse si renderà conto di essere una persona interessante e ciò aumenterà il piacere di ascoltare. Con un bambino molto piccolo, che frequenta l’asilo nido, per esempio ci si può mettere alla sua altezza per guardarlo negli occhi, e “anticipare” con il tono della voce la cosa importante che stiamo per dirgli.

Lasciatelo parlare liberamente

Un bambino che racconta qualcosa di sé vi sta aprendo il suo mondo, vi sta chiedendo di ascoltarlo, vuole mettervi a parte di qualcosa, di bello o di brutto, che gli è accaduto. Se lo ascolterete senza interromperlo, con interesse autentico, senza correggerlo, si sentirà capito, accettato e quell’interesse che voi avete manifestato per il suo mondo, lui lo trasferirà nel mondo che lo circonda, con serenità e fiducia.

Giochi di ruolo

I giochi di ruolo o “del fare finta che” sono essenziali per lo sviluppo psicologico e cognitivo del bambino. Mettersi nei panni di qualcun altro, che sia la mamma, la maestra, o il super eroe dei cartoni animati, faciliterà la nascita del pensiero astratto e aiuterà il bambino a provare interesse per l’altro, a sperimentare l’empatia, a mettersi nei panni di qualcun altro. Ed un bambino empatico, sarà un bambino curioso, pronto a conoscere nuove persone e fare nuove esperienze

L’interesse nasce con la privazione

L’interesse nasce quando si avverte che c’è qualcosa, per esempio un’abilità o una conoscenza, di cui si è privi, ma che ci si può procurare. Quindi, per stimolare interesse non bisogna fornire risposte o soluzioni ma aiutare il bambino a trovarle in maniera autonoma o a conquistare gli obiettivi che vuole raggiungere. Può essere utile in questo senso lasciare che il bambino si cimenti in piccole sfide quotidiane.

Fare da solo

I bambini imitano, osservano, ma per imparare hanno bisogno di fare. Il loro è un apprendere che passa per il fare, un’intelligenza sensomotoria, per dirla con le parole di Piaget. Ebbene, ogni volta che il bambino chiederà di voler fare da solo una determinata cosa, lasciate che la faccia, anche se sbaglia. Proprio all‘asilo nido, è bene assegnare ai bimbi compiti che sono in grado di portare a termine senza il vostro aiuto. Questa autonomia li gratificherà, e saranno maggiormente interessati a ciò che accade intorno a loro, ma anche a ciò che l’insegnante spiega e racconta.

L’interesse è passione
Obbligare qualcuno a provare interesse per qualcosa è il modo peggiore per suscitare un interesse autentico, soprattutto quando parliamo di bambini. Proporre invece attività diversificate in modo che ognuno possa scegliere quella che gli interessa di più; predisporre nuovi giochi e apprendimenti; leggere libri, per esempio favole senza finale da inventare insieme; disporre materiali poveri, di scarto, con cui giocare, lavorare, creare; osservare la natura; porre facili domande che stimolano fantasia e immaginazione, soppesando di volta in volta le difficoltà ma aggiungendo sempre un pizzico di novità, di sfida o di sorpresa. Tutto questo sarà stimolante per il bambino. Incoraggiarlo a parlare delle proprie passioni, riconoscere ed apprezzare i suoi sforzi, soprattutto fornendo gratificazioni che lo rendano consapevole che attraverso l’impegno si raggiunge un risultato. Se questo diventerà per il bambino fonte di piacere, probabilmente avremo destato il suo interesse per la vita.