L’importanza della collaborazione insegnante-genitore per un inserimento senza troppi traumi

Uno dei momenti più complicati per un bimbo è il suo inserimento all’asilo nido ed alla scuola dell’infanzia. Non sa ancora che quello diventerà il suo piccolo mondo dei giochi, delle prime scoperte e della socializzazione e vede l’allontanamento dai genitori, soprattutto della mamma, come un abbandono. Cosa fare? Il modo migliore per affrontare al meglio la delicatezza del momento è quello di instaurare una sana collaborazione insegnante-genitore per un inserimento senza troppi traumi.

Emozioni e paure dei genitori nell’inserimento all’asilo  
Per un genitore che è stato almeno due o tre anni a stretto contatto con il proprio bambino, il fatidico giorno in cui dovrà lasciarlo alle cure di altre persone all’interno di una struttura scolastica si presenta molto difficile. Le emozioni che scuotono il suo animo sono parecchie e quasi sempre negative: dubbi circa l’esperienza delle maestre, paura che il bambino si senta abbandonato, ansia per non essere accanto a lui in ogni momento. Come insegnante, è compito tuo provvedere a rassicurare e calmare queste emozioni discordanti, che non fanno vivere bene un passo cruciale dello sviluppo del bambino. Collaborare con il genitore significa anche ascoltarlo e rispondere alle sue domande, anche se insistenti e probabilmente ridondanti e non perdere mai la pazienza.

Perché è importante la collaborazione insegnante-genitore
Anche se il periodo dedicato all’inserimento nella scuola dell’infanzia si riferisce ad un lasso di tempo limitato, deve essere gestito tutto nel migliore dei modi, senza lasciare nulla all’improvvisazione. L’insegnante è il punto di riferimento della mamma o del papà del nuovo alunno e diventerà presto anche quello del bambino. Con il suo ruolo di tramite, deve mediare tra le due figure e agire per attenuare il distacco nella maniera più dolce possibile. Se una maestra è paziente, affettuosa e comprensiva, sarà più facile per una mamma diffidente lasciare il proprio piccolo, che si sentirà subito al sicuro. Ma se manca questo passaggio di collaborazione con le famiglie tutto cambia. I genitori rimarranno dubbiosi e il bambino, sentendo la loro ansia, si sentirà ancora più insicuro, complicando l’inserimento e sfociando in crisi di pianto esasperate e continue.

Come collaborare con un genitore per evitare traumi da inserimento
Tocca a te, quindi, fare il primo passo per garantire a genitori e figli un inserimento senza traumi. Vediamo quali sono i tuoi compiti e come devi svolgerli per dare una prima positiva impressione ad entrambi. Innanzitutto è essenziale rispettare i tempi del bambino. Sarà inevitabile vederlo piangere attaccato alla mamma, sia quando arriva che quando il genitore deve andare via. Non avere fretta. Dai al piccolo la possibilità di salutarsi con la mamma e non portarlo via subito, altrimenti gli darai l’impressione di volerlo separare da lei. Poi cerca un approccio amichevole con il bambino, magari cercando di incuriosirlo con qualcosa che si trova dentro l’aula e che vuoi fargli vedere. In questo passo è fondamentale collaborare con il membro della famiglia presente, e quindi instaurare una buona collaborazione insegnante-genitore perché se il bambino fa resistenza e il genitore non aiuta la maestra, tutto diventa più lungo e complicato. Infine, avere tanta pazienza: per una maestra portarsi in classe un bimbo che piange non è un’esperienza piacevole, ma bisogna essere forti e non lasciarsi vincere dalle emozioni. In questo gioca un ruolo importante anche l’esperienza. Parlare dunque con la mamma per calmare anche lei e rassicurarla anche successivamente dicendole che va tutto bene e che il bambino si è calmato.

Cosa non fare assolutamente!
Ci sono dei comportamenti che in qualche modo riescono a incrinare il delicato rapporto e la collaborazione insegnante-genitore al momento dell’inserimento nella scuola materna. Ecco cosa non devi assolutamente fare: essere aggressiva con il piccolo. Anche se in tenera età riescono a riconoscere chi vuole prendersi cura di loro e chi invece lo fa perché il ruolo lo impone. Il loro disagio, che poi si può trasformare in un vero e proprio trauma, si riflette anche a casa, creando dissapori con la famiglia che non sarà più disposta a collaborare con la scuola. Il secondo consiglio è di non ignorare le domande del genitore! L’inserimento all’asilo non coinvolge solo i piccoli ma anche le figure che li rappresentano e che necessitano di continue attenzioni per essere sicuri di lasciare il proprio figlio in buone mani. Infine, ricordati di non essere nè troppo severa nè troppo permissiva. Se mamma e figlio vogliono qualche momento in più per salutarsi concedilo senza problemi, ma se questo tempo diventa eccessivo intervieni dolcemente ma con fermezza e aiutali al distacco. Se il piccolo vuole portare un giocattolo con sè come elemento di accompagnamento non togliergli anche quel conforto, ma tieni presente che deve essere solo una fase di transizione e non una regola. Al momento opportuno devi fargli capire che non è più necessario perché all’asilo ci sono tanti altri giochi che lo attendono e in questo passaggio deve aiutarti anche il genitore. Osservando queste semplici regole si riuscirà più facilmente a creare una piacevole collaborazione con le famiglie e a garantire un inserimento in tempi meno lunghi e senza conseguenze.